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Meno tasse dal 2016 sulla casa.

Il workshop Ambrosetti è stata l’occasione che il governo ha preso al volo per ribadire la propria intenzione di tagliare le tasse, a partire dalla casa. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, rivendicando il programma di riforme, ha sottolineato la volontà di cancellare la tassa sulla prima casa. Parole confermate dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha precisato: “Non vi dico di più, ma non si potrà dire che in questa legge di Stabilità taglieremo solo le tasse sulla casa”.

Padoan ha spiegato che l’intervento non riguarderà solo la casa, ma ci saranno anche misure a favore della competitività delle imprese. A tal proposito, il ministro ha affermato: “Nell’ambito dei vincoli disponibili, stiamo pensando di estendere ulteriori abbattimenti di tassazione a favore della competitività delle imprese”. Il titolare di Via XX Settembre ha voluto evidenziare che i tagli delle tasse sono una colonna della strategia del governo.

Davanti a imprenditori e banchieri, il ministro dell’Economia ha difeso la scelta del governo di far partire la “rivoluzione fiscale” dall’eliminazione di Tasi e Imu: “Certo, a parità di altre condizioni, abbattere le tasse sul lavoro è più efficace in termini di Pil e magari di occupazione che abbattere la tassa sulla casa, siamo tutti d’accordo, ma le condizioni italiane sono diverse, c’è l’80% dei proprietari di casa in un contesto in cui la fiducia si sta accumulando e le famiglie stanno riprendendo un ruolo centrale nella spesa e stanno accendendo mutui”.

Per rendere possibili tali interventi, però, sono necessarie le coperture finanziarie. Di questo Padoan ha parlato al termine dei lavori del G20, ad Ankara. Il ministro ha spiegato che la copertura, si baserà innanzitutto sulla spending review, ma anche sui margini che possono derivare da una maggiore crescita, da eventuali risparmi in conto interessi e da un utilizzo del margine di indebitamento. Coerentemete, comunque, con gli impegni europei.

Fonte Idealista

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Legge di stabilità: cosa cambia nell’immobiliare.

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Riportiamo da Idealista

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la tanto attesa legge di stabilità 2016. Confermando le promesse della vigilia, Renzi ha introdotto nel provvedimento importanti misure per la casa: l’abolizione delle tasse sulle prime abitazioni e la proroga del bonus ristrutturazioni

Legge di stabilità 2016 ristrutturazioni – Anche per il 2016 viene rifinanziato il bonus ristrutturazioni. Le detrazioni passeranno dal 36 al 50%. Prorogato anche il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, così come l’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica. Nel comunicato finale di Palazzo Chigi  “viene aumentata dal 36% al 50% la detrazione sulle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie, confermando l’attuale livello di agevolazione. La detrazione viene mantenuta anche per l’acquisto dei mobili e di grandi elettrodomestici. Si conferma al 65% il cosiddetto ‘ecobonus’, la detrazione sulle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili”.
Oltre a confermare le detrazioni dello scorso anno, c’è anche un’estensione degli incentivi agli ex Iacp per aumentare le prestazioni energetiche delle case popolari.

Legge di stabilità tasse sulla casa – Il nuovo provvedimento cancella la Tasi sull’abitazione principale e l’Imu sulle case di lusso e sui terreni agricoli di proprietà di coltivatori diretti o imprenditori agricoli. Via anche l’imposta sugli imbullonati, per un costo totale di oltre 4 miliardi. Per compensare il mancato gettito, sono garantiti trasferimenti ai sindaci. Parte del gettito verrà dall’Imu oggi pagata da capannoni e alberghi e che dall’anno prossimo verrà girata al fondo di solidarietà comunale.
In nome della “semplicità” l’anno prossimo Tasi e Imu sugli immobili diversi dall’abitazione principale continueranno a convivere e non saranno unificate.

Commentando ai microfoni di Radio 24, le misure approvate nel Consiglio dei Ministri,  Renzi ha detto che “non ci saranno aumenti di altre imposte dopo l’eliminazione dell’Imu”. L’abolizione della Tasi sulla prima casa “non comporterà aumenti di altre imposte”

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