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Immobiliare: ripresa possibile, nel 2016 previsioni per oltre 500mila transazioni

mercato immobiliare

Riportiamo da Idealista.

Nonostante la domanda sia ancora debole, una ripresa per il settore immobiliare è possibile. Tanto che nel 2016 si arriverà a superare le 500mila unità compravendute, grazie anche a un contestuale miglioramento del settore economico. Queste le previsioni dell’Osservatorio di Nomisma, che prevede per il prossimo futuro una stabilizzazione dei prezzi delle case.

Prezzi verso la stabilizzazione
Nel corso della conferenza “Gli italiani e il mattone: la ripresa è possibile”, il direttore Generale di Nomisma, Luca Dondi, ha sottolineato come lo sgonfiamento dei prezzi degli immobili, lascerà passo a una stabilizzazione favorita dal miglioramento dell’economia. Nel 2015 il calo dei prezzi dovrebbe essere limitato a un -2,9% per le abitazioni, mentre le compravendite dovrebbero oltrepassare la soglia delle 500.000 transazioni nel 2016.

Il mercato dei mutui
Un ruolo importante per la ripresa del settore, può essere svolto dal credito. Secondo Nomisma, pur calando nel 2014 le intenzioni di acquisto di un’abitazione (6,6% contro 8,1% del 2013), aumenta la richiesta dei mutui (73,3% contro 64,8% del 2013). Per il 2015, stima una crescista dei mutui nell’ordine del 30% per un totale di circa 32 miliardi di euro erogati. Dondi ha inoltre sottolineato come attualmente le surroghe incidono per circa il 35-40% dell’erogato, anche se questo dato è destinato a normalizzarsi.

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Segnali di ripresa per il mercato immobiliare, ma ancora troppi gli immobili invenduti.

mercato immobili

Riportiamo da Idealista.

Secondo diversi indicatori, la rinascita del mattone potrebbe partire già nei prossimi mesi. A fronte di una continua discesa dei prezzi, si è assistito infatti a una ripresa delle compravendite e a un miglioramento delle capacità di accesso delle famiglie al mercato immobiliare. A dirlo è Bankitalia, nel suo ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria, che ha evidenziato come sull’attività di costruzione pesi ancora l’alto stock di abitazioni invendute, stimabile intorno alle 200.000 unità

Secondo il report, sebbene nel 2014 sia proseguita la parabola discendente dei prezzi delle abitazioni, il numero delle compravendite dalla scorsa estate si è stabilizzato su livelli in media superiori dle 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel secondo semestre dello scorso anno il rapporto tra prezzi e affitti ha continuato a diminuire, collocandosi su valori molto bassi nel confronto con il passato. Anche la capacità delle famiglie di accedere al mercato immobiliare, misurata dal rapporto tra il servizio dei nuovi mutui ipotecari e il reddito disponibile, è ulteriormente migliorata.

Diversi indicatori segnalano che la ripresa potrebbe avviarsi già nei prossimi mesi. In marzo l’indice di fiducia delle imprese di costruzione ha proseguito al tendenza al rialzo; i permessi di costruzione hanno registrato un modesto rialzo, sono decisamente migliorate le attese degli agenti immobiliari, sia a breve sia a medio termine. Nonostante questi segnali positivi, sull’attività di costruzione pesa il numero ancora elevato di edifici invenduti. Lo stock di invenduto rimane ancora sulle 200.000 unità. Nonostante nell’ultimo biennio le giacenze si siano ridotte soprattutto nelle regioni del Nord-Est, nell’intero territorio nazionale si collocherebbero – secondo il 70% delle imprese – al di sopra dei valori giudicati normali

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Euribor negativo, conviene investire nella casa

investire nel mattone

Riportiamo da Idealista.

Da qualche giorno non si fa altro che parlare dell’Euribor a tre mesi entrato in terreno negativo. Dopo l’indice a un mese, a finire sottozero è stato anche quello a tre mesi, al quale sono agganciati la maggior parte dei mutui a tasso variabile nel nostro Paese. Ma quali sono le conseguenze per il mercato immobiliare? Ecco cosa ne pensa Joao Raposo di Reorganiza Con Sentido intervistato da idealista News.

L’Euribor sottozero cosa significa?

Uno dei principali compiti della Banca centrale europea (Bce) è assicurare la stabilità dei prezzi, vale a dire garantire che l’inflazione nella zona euro non si discosti molto dal 2%. Con il rischio deflazione che caratterizza oggi l’eurozona, si è reso necessario intervenire per modificare il ciclo economico.

La deflazione, infatti, genera nei consumatori l’idea che sia meglio rimandare gli acquisti in attesa di un ulteriore ribasso dei prezzi. Ma se non c’è consumo, l’economia si ferma e la disoccupazione aumenta. Per tale ragione è stato necessario un intervento drastico.

Con la sua politica monetaria, la Bce ha spinto l’Euribor con valore negativo con l’obiettivo di cercare di incoraggiare le banche a rilasciare denaro, così da far ripartire i consumi e trasformare i consumatori in uno stimolo per la crescita economica.

In che modo le banche possono contribuire alla ripresa?

Le banche ricoprono un ruolo molto importante, questo perché praticamente l’intera vita finanziaria passa attraverso gli istituti di credito. Se le banche non riescono a incoraggiare il risparmio con investimenti in prodotti come i depositi a termine, ai consumatori non spetta altra scelta se non quella di cercare altri modi per investire il proprio denaro.

La cosa migliore è informarsi sui settori o prodotti di investimento più interessanti. Ma, per evitare situazioni potenzialmente pericolose, è opportuno conoscere molto bene i rischi associati ai prodotti e ai servizi in cui si decide di investire.

Quali sono gli investimenti possibili?

Per gli investitori esperti l’Euribor negativo rappresenta un incentivo alla ricerca di business che vadano al di là dei più sicuri titoli di Stato o depositi. E qui entra in gioco il mercato immobiliare.

Con la ripresa economica e con l’incentivo bancario che presuppone un tasso negativo, rispetto ad altri prodotti finanziari gli immobili stano tornando ad essere interessanti strumenti d’investimento.

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